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Le persecuzioni romane verso i “cristiani”? Una menzogna

 

Una premessa prima di sottoporvi il testo che segue mi sembra necessaria. I primi cosiddetti cristiani non erano altri che appartenenti ad una setta ebraica che rifiutava il potere romano, anzi lo considerava “nemico”, anche in seguito alla distruzione di Gerusalemme completata da Vespasiano e Tito ed alla conseguente “diaspora”. In verità la “diaspora” era un fatto iniziato in tempi molto anteriori alla distruzione di Gerusalemme. Ebrei di varie sette già da secoli popolavano diversi paesi del mondo antico. La persecuzione dei romani contro alcuni membri di queste sette furono semplicemente una risposta alla mancanza di riconoscimento dell’autorità imperiale da parte dei suoi appartenenti. Presso i romani non esisteva alcuna persecuzione religiosa nei confronti di alcun credo. Infatti i romani furono maestri di sincretismo, ogni popolo aveva il diritto di conservare i propri dei ed usanze, purché riconoscesse l’autorità politica rappresentata dall’Impero.
E qui sta il nodo. Gli appartenenti ad alcune specifiche sette ebraiche, che poi si definirono cristiane, non riconoscevano l’autorità imperiale e quindi erano condannati come “sovversivi” politici e non come ” praticanti d una religione”.

Le cose cambiarono allorché queste sette ebraiche, che inizialmente, mantenevano la tradizione di appartenenza etnica alle “tribù d’Israele” e quindi a tutti gli effetti facevano parte dei giudei circoncisi, decisero di “convertire” anche i Gentili al loro credo e quindi accettarono nelle loro file anche i non giudei. Ovviamente questo segnò una linea di

demarcazione fra i “giudei puri” (discendenti da madri ebree) e quelli “spuri” che si mescolavano ed accettavano i Gentili come correligionari. Ad un certo punto la frattura diventò insanabile ed i cristiani, pur avendo accettato in toto l’antica tradizione biblica, per la loro promiscuità genetica si distinsero dai giudei e pian piano conquistarono terreno nelle classi povere e derelitte dell’impero fino a diventare una maggioranza numerica.
A quel punto le cose avevano assunto una forma completamente diversa e gli ultimi imperatori romani trovarono più conveniente usare il “cristianesimo” come legante per l’Impero. Ovviamente i capi cristiani stessi facilitarono questo gioco, interrompendo qualsiasi antagonismo con il potere politico, anzi pian piano con la decadenza si sostituirono ad esso. Infatti i papi di Roma erano in un certo senso considerati gli eredi degli imperatori.
Ma tornando al discorso iniziale delle cosiddette persecuzioni contro i “cristiani” mi permetto di riprendere l’analisi storica del prof. David Donnini….. (P.D.A.)
IL MARTIRIO ZELOTICO E QUELLO CRISTIANO
Nel capitolo “Premesse per l’analisi storica del racconto evangelico”
abbiamo parlato delle persecuzioni e abbiamo affermato che il modo in
cui esse vengono comunemente rappresentate è scorretto. Le
persecuzioni anticristiane, specialmente le più antiche, erano intese
dai romani come una misura preventiva o repressiva nei confronti, non
di una nuova religiosità, ma dell’ostilità antiromana tipica dei
messianisti ebrei, ovverosia dell’ideologia di riscatto etnico e
religioso che voleva restaurare la dinastia davidica sul trono di
Israele e liberare la nazione dal dominio romano. È la forma assunta
nel primo secolo d.C. dal fondamentalismo religioso di stampo Maccabeo
che, duecento anni prima, aveva funestato la Palestina con sanguinose
ribellioni contro il dominio seleucida.
È qualcosa che i romani consideravano estremamente pericoloso;
innanzitutto perché i messianisti ebrei erano caparbi e tenaci; in
secondo luogo perché un eventuale significativo successo
dell’opposizione ebraica all’autorità imperiale avrebbe costituito un
pericoloso esempio da imitare per gli altri popoli sottomessi al
potere romano.
Ora, se osserviamo quanto avveniva allorché i cristiani erano
arrestati nel corso di una azione repressiva da parte delle forze
imperiali romane, dobbiamo constatare che essi non venivano condannati
e giustiziati in quanto tali, o perché seguaci di una fede monoteista
e di una teologia della resurrezione, ecc… La condanna e l’esecuzione
non procedevano prima che fosse stata verificata ufficialmente la loro
disponibilità a riconoscere l’autorità imperiale, ovverosia a

dichiarare pubblicamente che l’imperatore era il loro sovrano e
padrone. In termini esatti l’accusato doveva pronunciare questa frase:
Kaisar Despotes (=Cesare è il mio padrone).
Attraverso questa impostazione inquisitoria era realizzata una precisa
distinzione fra le convinzioni puramente spirituali della persona
sottoposta a indagine e le sue convinzioni nei confronti dell’autorità
imperiale; ovverosia veniva scorporato dal suo atteggiamento religioso
quella che era la componente politica.
La logica romana era questa: “tu credi a tutti gli dei che vuoi, a
tutti i miracoli, le resurrezioni e i prodigi che ti pare… se ammetti
la sovranità dell’imperatore e ti assoggetti all’autorità romana sei
libero… se ti opponi sei un ribelle e, come tale, sarai condannato e
giustiziato”. Ed è logico che fosse così altrimenti, se i romani
fossero stati ostili alle convinzioni spirituali diverse dalla loro,
non avrebbero mai potuto regnare su un impero che comprendeva numerosi
popoli diversi o avrebbero dovuto giustiziare tutti quei sudditi che
non avessero rinnegato la loro religione per seguire quella di Roma.
Altre volte, nella storia di Roma, sono stati presi di mira i fedeli
di altre confessioni. Per esempio, verso il 186 a.C., il senato decise
l’eliminazione dei culti dionisiaci e a Roma morirono i martiri di
Dioniso; verso il 139 a.C. ci fu una espulsione degli astrologi dalla
città; nel 58 a.C. venne effettuato l’abbattimento dei templi di
Iside, a causa delle attività politiche dei fedeli; fu anche messo al
bando il culto gallico dei Druidi. In tutti questi casi l’elemento
scatenante non è stato il fatto che i perseguitati avessero una loro
propria religione diversa da quella romana, bensì che si stimasse
l’esistenza di un elemento turbativo per l’ordine pubblico o per
l’autorità politica.
Ora, se i cristiani, fin dal primo istante, fossero stati coerenti con
l’immagine trasmessa dal Nuovo Testamento, ovverosia pacifici, dediti
alla solidarietà e all’amore per il prossimo, favorevoli a rendere il
tributo a Cesare, disinteressati alla politica e alle ricchezze
materiali, per quale motivo i romani avrebbero dovuto: prima catturare
il loro leader con un agguato teso da una intera coorte (600 soldati);
poi giustiziarlo come un ribelle; poi dare una caccia spietata ai
seguaci; infine bandire questa religione dallo stato e sterminarne i
fedeli? Perché gli scrittori romani avrebbero definito questi presunti
pacifisti come propagatori di una ideologia “funesta”, “malefica”, di
un “male”, persino di “atrocità”, e avrebbero detto che essi “odiavano
il mondo intero”?
La risposta è semplice: perché i romani, specialmente prima e subito
dopo la grande guerra giudaica degli anni 66-70, non conoscevano il
neo-cristianesimo extragiudaico sviluppatosi in ambiente gentile come
reazione agli ideali messianici tradizionali. Invece i romani
conoscevano bene il messianismo ebraico e il suo incrollabile impegno
militante contro l’autorità imperiale, mosso da un fanatismo religioso
che può essere paragonato, oggi, a quello degli esaltati guerriglieri
dell’islam nei confronti di Israele o degli Stati Uniti.
È per questo che, nel 49, l’imperatore Claudio “… cacciò da Roma gli
ebrei che fomentavano disordini su istigazione di Cristo” (Svetonio,
Claudius XXV, 4). È per questo che, nel 64, i cristiani, già
riconosciuti responsabili di azioni sovversive contro l’autorità
imperiale, furono accusati come autori del terribile incendio che
devastò Roma. Ed è improbabile che sia stato Nerone a nascondere la
sua colpa (all’epoca Nerone si trovava ad Anzio) ritorcendola sui
cristiani, ma è forse vero il contrario, ovverosia che in seguito

siano stati i cristiani a ritorcere la colpa su Nerone e a trasmettere
i fatti storici in una forma volutamente falsa.
Naturalmente non voglio affermare che la responsabilità dell’incendio
fosse sicuramente dei cristiani, poiché è anche molto verosimile che
l’incendio sia partito da un fatto semplicemente accidentale, in una
città fatta di innumerevoli baracche di legno e di stracci, piena di
sudiciume e di materiale infiammabile, dove la gente accendeva fuochi
in condizioni tutt’altro che sicure. Ma trovo molto poco verosimile
l’accusa rivolta all’imperatore mentre, al contrario, assai
comprensibile che i messianisti ebrei e i loro amici si siano trovati
al centro di una accusa, seppur sbagliata. Ora, Nerone non ha
perseguitato i cristiani a causa delle loro convinzioni spirituali, e
le motivazioni di carattere religioso non ebbero alcun peso durante la
celebrazione del processo.
Purtroppo, nel corso di tre secoli, si sono verificati svariati
episodi di condanne eseguite nei confronti dei cristiani e in essi si
è evidenziata una situazione straordinaria quanto tragica: pur di non
riconoscere la sovranità di Cesare e di non dichiarare pubblicamente
la sottomissione all’autorità imperiale, molti inquisiti hanno
sopportato la morte ed anche le più orribili torture. Si sono
verificati casi di donne, ed anche di adolescenti, che hanno
affrontato il martirio senza cedere nella loro risoluta posizione. Ma
questo, se vogliamo essere storicamente onesti, non è affatto un
eroismo di invenzione cristiana, bensì l’atteggiamento fondamentalista
degli ebrei esseno-zeloti, più volte testimoniato in letteratura, che
andavano incontro alla morte pur di non accettare l’imperatore come
loro sovrano. Lo abbiamo visto durante la sconfitta di Gamala, quella
di Masada, e in tanti altri episodi.
Anche se in termini quantitativi il fenomeno delle persecuzioni contro
i cristiani è assai meno rilevante di quanto non appaia nella
consuetudine che ce lo rappresenta; la quale vorrebbe farlo sembrare
una specie di olocausto che avrebbe tormentato il mondo cristiano nei
tre secoli che precedono la riforma costantiniana, costringendo i
cristiani a vivere come cospiratori di un complotto segreto. Non è
stato affatto così, gli episodi persecutori significativi sono stati
isolati e di rilevanza numerica tale da non poter scomodare il
concetto di sterminio.
Si osservi a questo proposito cosa scrisse l’imperatore Adriano, in
risposta al governatore d’Asia Minicio Fundano: “Esigo che degli
innocenti non siano incolpati, e bisogna impedire che i calunniatori
possano esercitare impunemente la loro odiosa azione brigantesca. Se i
sudditi della provincia vogliono accusare del tutto apertamente i
cristiani di una qualche azione criminosa davanti ad un tribunale
ordinario, io non voglio impedir loro di farlo; ma non posso ammettere
in nessun caso che vengano presentate petizioni e vengano organizzate
sollevazioni rumorose. Corrisponde piuttosto al diritto che colui che
avanza un’accusa, indichi esattamente le incolpazioni. Se si dimostra
che l’accusato ha agito contro la legge, dev’essere punito in
proporzione alla gravità della colpa…” (da Giustino Martire, Apol. 1,
6.
Da ciò possiamo dedurre che l’eventuale motivo giuridico per la messa
sotto accusa del cristiano non poteva essere il fatto stesso che
costui fosse considerato tale, ma il fatto che avesse commesso dei
precisi reati contro la legge romana.
La realtà è che le molte e diverse chiese neocristiane (cioè quelle
che avevano preso chiare distanze dal messianismo tradizionale e dallo
stesso ebraismo) hanno potuto espandersi nel bacino mediterraneo, con
comunità di fedeli, diaconi, presbiteri, episcopi; mentre uomini come
Ireneo, Clemente, Tertulliano, Eusebio, scrivevano i loro trattati di
teologia e di storia cristiana. Assai più simile ad un genocidio fu,
nei secoli successivi, la caccia alle eresie e alle streghe, nonché la
persecuzione antisemita effettuata nell’Europa cristiana; persecuzioni
le cui vittime si contano in decine di milioni. Ma questo non è
l’argomento del presente articolo.
In conclusione, soprattutto se facciamo riferimento alle azioni
persecutorie anticristiane avvenute nel primo secolo, dobbiamo
convenire che i romani non erano capaci di distinguere fra il
cristianesimo come religione extragiudaica e il messianismo ebraico,
perché il cristianesimo non aveva ancora maturato una sua identità
teologica indipendente dall’ebraismo. Questa sarà, successivamente, il
risultato conseguente alle gravi sconfitte dell’ideologia messianica,
ovverosia agli esiti disastrosi della prima guerra giudaica nel 70 e
della seconda rivolta nel 135. Allora, e solo allora, il cristianesimo
maturò la sua identità teologica come religione indipendente, a
partire dalle idee antimessianiste che furono propagate da Paolo di
Tarso verso la metà del primo secolo. In pratica le azioni
persecutorie di Claudio, nel 49, di Nerone, nel 64, e poi di Domiziano
(81-96) e di Traiano (98-117), erano ben lungi dall’essere azioni
dirette contro la fede cristiana, nel senso inteso comunemente oggi.
Ne abbiamo una prova evidente da questo scritto di Eusebio:
“… Della famiglia del Signore [Gesù Cristo] rimanevano ancora i nipoti
di Giuda, detto fratello suo secondo la carne, i quali furono

denunciati come appartenenti alla stirpe di Davide. L’evocatus li
condusse davanti a Domiziano Cesare, poiché anch’egli, come Erode,
temeva la venuta del messia…” (Eusebio di Cesarea, Hist. Eccl. III,
20).
Qui è fin troppo evidente che questi presunti discendenti di Cristo
erano stati perseguitati in relazione ad una ambizione messianica
finalizzata a restaurare la dinastia davidica sul trono di Israele,
ovverosia ad un possibile atteggiamento sovversivo nei confronti
dell’autorità imperiale. A Domiziano delle resurrezioni, delle nascite
verginali, dei riti battesimali e di quelli eucaristici non glie ne
poteva interessare di meno.
Adesso noi vogliamo mettere in evidenza l’affinità che lega il
martirio cristiano con quello messianico, rivelando così una stretta
parentela ideologica.
Se attingiamo alle fonti storiche sugli esseni e sugli zeloti troviamo
brani come questo, di Giuseppe Flavio, in cui si parla degli esseni:
“…furono sottoposti a ogni genere di prove dalla guerra contro i
romani, nella quale furono stirati e contorti, bruciati e fratturati,
fatti passare sotto ogni strumento di tortura, affinché bestemmiassero
il legislatore oppure mangiassero alcunché d’illecito, ma rifiutarono
ambedue le cose: neppure adularono mai i loro tormentatori né mai
piansero. Sorridendo, anzi, tra gli spasimi e trattando ironicamente
coloro che eseguivano le torture, rendevano serenamente lo spirito
come persone che stiano per riceverlo nuovamente. Infatti è ben salda
fra loro l’opinione che i corpi sono corruttibili e instabile la loro
materia, mentre le anime permangono per sempre…” (G. Flavio, Guerra
Giudaica II, 152,155)
I tratti di somiglianza col martirio cristiano sono due: uno è
relativo alla determinazione eroica con cui viene affrontata la morte
piuttosto che sottoporsi all’autorità romana, e l’altro è la
motivazione teologica da cui scaturisce tale fermezza, ovverosia la
fede nella distinzione fra anima eterna e incorruttibile e corpo
temporaneo e deperibile.
Per quanto riguarda gli zeloti noi possiamo ricordare due clamorosi
episodi che rivelano un atteggiamento ideologico e comportamentale
della stessa natura. Uno riguarda il sacrificio degli assediati di
Gamala, e l’altro degli assediati di Masada.
Il primo caso, di cui abbiamo già parlato nell’articolo “Il problema
del titolo Nazareno” si riferisce alla fine tragica della città
Golanita, che dette i natali al famoso Giuda, detto il galileo. Nel 67
d.C. la città era stata assediata da Vespasiano, nel corso delle
operazioni della grande guerra fra ebrei e romani. Quando i legionari
riuscirono, dopo lunghi mesi, ad aprire una breccia e a penetrare
attraverso le mura della città, gli zeloti che la difendevano si
videro perduti e presero una risoluzione in piena corrispondenza con
la natura ideologica della loro fede: affrontare un sacrificio
volontario piuttosto che darsi, vinti, al nemico: “…Allora i più dei
giudei, stretti da ogni parte e disperando di salvarsi, si gettarono
con le mogli e i figli nel precipizio che era stato scavato fino a
grandissima profondità sotto la rocca. Accadde così che la furia dei
romani apparve più blanda della ferocia che i vinti usarono verso sé
stessi; quelli infatti ne uccisero quattromila, mentre più di
cinquemila furono coloro che si precipitarono dall’alto…” (G. Flavio,
Guerra Giudaica IV, 79-80)
Anche qui il tratto fondamentale e caratteristico è l’ideologia
messianica, originatasi dalla convinzione che l’unico sovrano
legittimo di Israele sia il suo stesso Dio: Yahweh. L’ebreo non può
pertanto sottoporsi ad altra autorità, senza con questo commettere un
atto sacrilego che concede ad uno straniero infedele una dignità che
spetta solo a Dio. È la stessa motivazione che, in altri momenti, ha
spinto i seguaci della setta di Giuda a rifiutare il pagamento del
tributo a Cesare e a considerare infedeli tutti gli ebrei che non
erano disposti a ribellarsi contro questa imposizione. Fu con questa
causa che ebbe inizio la celebre rivolta del censimento del 7 d.C., in
cui perse la vita lo stesso Giuda, e durante la quale l’evangelista
Luca pone la nascita di Gesù.
Il secondo caso si riferisce alla caduta della fortezza di Masada, nei
pressi della riva occidentale del Mar Morto, una cinquantina di km a
sud di Qumran, in cui gli esseno-zeloti si erano asserragliati dopo la
fine della guerra (70 d.C.), nel tentativo di continuare una
resistenza a oltranza. Qui essi furono comandati da un certo Lazzaro,
figlio di Giairo, legato alla famiglia di Giuda da vincoli di
parentela. I romani dovettero affrontare un assedio lunghissimo, in un
ambiente molto più inospitale di quello golanita. Dopo ben tre anni di
assedio, superando i 50 gradi di temperatura delle giornate estive in
questo torrido deserto, i romani edificarono un colossale terrapieno
che consentì loro di arrampicarsi fino alla sommità del monte e di
raggiungere la fortezza. Consapevoli dell’imminente inevitabile
sconfitta gli assediati furono presi dallo sgomento.
Allora fu proprio Lazzaro che riuscì a ricompattare lo spirito dei
suoi uomini, pronunciando un discorso che sembra un trattato di
teologia esoterica orientale sull’anima e sul suo stato di prigionia
nei vincoli della carne, nonché sulla liberazione che consegue alla
morte. In pratica, ancora una volta gli esseno-zeloti presero la
risoluzione di non concedersi al nemico e di non subordinarsi alla sua
autorità. In un certo qual modo essi hanno conseguito la loro
vittoria, rimanendo indomiti nella sudditanza all’unico vero sovrano
che essi erano disposti ad accettare. Furono circa novecentosessanta
che si dettero reciprocamente la morte, col filo della spada, e quando
finalmente i romani varcarono il ciglio ed entrarono nella fortezza,
non vi trovarono che una distesa di cadaveri. Tutte le vettovaglie e
tutto il resto era stato lasciato intonso, affinché i romani sapessero
che gli ebrei non erano morti per l’esaurimento delle loro scorte, ma
solo per una lucida decisione. Quella di non essere sconfitti e di
avere avuto un solo padrone per tutta la vita: Yahweh. Cesare non
sarebbe mai stato il loro signore.
Fu l’eco di questa irremovibilità zelotica che spinse i romani, nei
decenni successivi, ad adottare il test di subordinazione
all’imperatore: costringere l’inquisito a rilasciare la dichiarazione
pubblica “Cesare è il mio sovrano”, da cui sarebbe derivata, poi,
l’assoluzione o la condanna.
E se noi oggi vogliamo continuare a credere che i cristiani siano stati perseguitati, nonostante la presunta totale apoliticità di loro stessi e del loro leader, semplicemente perché amavano nascondersi nelle catacombe a pregare e a celebrare il rito eucaristico, in quanto questo avrebbe dato un enorme fastidio alla civiltà di Roma, possiamo farlo ma il nostro senso storico sarà simile a quello di chi non vede nel cielo odierno nulla di strano.

Il professore Marvin Herndon non si arrende

 

Dopo essere stato minacciato ed obbligato a ritirare il suo precedente e noto lavoro “Peer reviewed scientific evidence exposes chemtrail as crime against humanity” visionabile qui : https://koenig2099.wordpress.com/2015/09/16/peer-reviewed-scientific-evidence-exposes-chemtrail-as-crime-against-humanity/
il nuovo studio del professore indica una deliberata intenzione di provocare il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai.
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Pubblicato in The International Journal of Science Geography, Ambient and Earth

9 (1): 1-11,2017; Articolo no JGEESI.30834 – ISSN: 2.454-7.352 – www.sciencedomain.org

J. Marvin Herndon, Transdyne Corporation, 11044 Red Rock Drive, San Diego, CA 92131, USA

Contributi dell’autore: Manoscritti progettati, analizzati, interpretati da egli stesso.

Informazioni sugli articoli :

DOI: 10,9734 / JGEESI / 2017/30834

Editore : Anthony R. Lupo, Land Department, scienze ambientali e scienze atmosferiche, University of Missouri, Columbia, Stati Uniti d’America.

Condiviso da :

Nicola Scafetta, Federico II Università di Napoli, Italia.

Mohammed Suleiman Musa Yar’Adua Università Umaru, Katsina, in Nigeria.

Olawale Abyei, Obafemi Awolowo, Nigeria.

storia completa del peer review: http://www.sciencedomain.org/review-history/17665

Qui il documento originale : http://www.journalrepository.org/media/journals/JGEESI_42/2017/Jan/Herndon912016JGEESI30834.pdf

L’ articolo di ricerca è stato ricevuto il 2 dicembre 2016, accettato il 24 gennaio 2017 e pubblicato il 29 gennaio 2017

riassunto :

Obiettivi : Intorno al 14 febbraio 2016, una sostanza oleosa simile alla cenere, è stata rilasciata accidentalmente da un aereo, depositandosi su sette case ed i veicoli adiacenti del Comune di Harrison (Michigan – USA). Gli obiettivi di questo studio sono stati di analizzare questa sostanza, e con i risultati ottenuti determinare l’uso previsto della sostanza.

Metodologia : Analisi di spettroscopio di massa a plasma induttivo (ICP-MS) e microscopio elettronico a scansione (SEM) e X-ray (EDX) della sostanza caduta.

Risultati : La sostanza caduta comprende un complesso di materiale vegetale miscelato con ceneri di carbone volatile e sale. La caduta di questa sostanza su veicoli, strada e tetti, assomiglia alle macchie nere/grigie osservate sui ghiacciai che scompaiono in tutto il mondo. La sostanza oscura somiglia, in una certa misura, alla cenere naturale e sembra imitare le ceneri di carbone che conferiscono quel colore grigio scuro, assorbendo la luce solare, sciogliendo il ghiaccio e contribuendo al riscaldamento globale.

Conclusioni : I risultati di questo studio forniscono la prova che si tratta di un deliberato tentativo di accelerare lo scioglimento dei ghiacciai e quindi accelerare il riscaldamento globale. Così, questo studio conferma l’effetto di questi spray spruzzati ogni giorno nella troposfera ed osservati in tutto il mondo. Inoltre, l’autore ha dimostrato che la materia prima utilizzata in questi spray il cui scopo evidente è quello di aumentare il riscaldamento globale è costituito da ceneri leggere. Gli scienziati di tutto il mondo sono attesi per presentare ricorso, e richiedere un’indagine completa di queste attività di geoingegneria clandestina ed illegale, con potenziale e devastante impatto sul sistema climatico della Terra, l’integrità della biosfera terrestre e della salute umana, tutte cose estremamente pericolose.

Fonte :

http://www.acseipica.fr/indication-dune-volonte-deliberee-de-provoquer-le-rechauffement-planetaire-et-la-fonte-des-glaciers/

DISINFORMAZIONE di Stato, lo SCHIFO assoluto

Boldrini.jpghttp://www.tankerenemy.com/2017/02/la-signora-boldrini-ed-i-baldanzosi.html

9/11 demolizione controllata

 

 

Rinomato fisico giornalista conclude nuovo studio:

WTC (World Trade Center) Tutte le 3 torri sono crollate a causa di una demolizione controllata.

New York, NY – Negli ultimi 15 anni, molti accademici ed esperti di tutto rispetto si sono fatti avanti per sfidare la narrazione ufficiale sul crollo delle torri del WTC, trasmesso dal governo degli Stati Uniti. La posizione ufficiale del governo sostiene che il crollo di tutte e tre le torri era dovuto al calore intenso all’interno degli edifici.

Ma una nuova indagine forense sul crollo delle tre torri del World Trade Center a 9/11, pubblicato nel Europhysics Notizie – una rivista di fisica europea di tutto rispetto – afferma che “le prove portano ad una schiacciante conclusione, che tutti e tre gli edifici sono stati distrutti da una controllata demolizione.”

Mentre molti nel mainstream hanno tentato di etichettare chiunque che ha messo in discussione la versione ufficiale come “Tin Hat foil” teorico della cospirazione, molti esperti di tutto rispetto si sono fatti avanti, all’idea che gli edifici siano crollati a causa del calore intenso e incendi seguenti, dicendo che sono teorie ridicole.

“Date le implicazioni di vasta portata, è moralmente imperativo che questa ipotesi sia oggetto di un’indagine veramente scientifica e imparziale da parte delle autorità competenti,” i quattro fisici concludono nel rapporto schiacciante.

Il nuovo studio è opera di Steven Jones, ex professore ordinario di fisica alla Brigham Young University, Robert Korol, emerito professore di ingegneria civile alla McMaster University in Ontario, Canada, Anthony Szamboti, un progettista meccanico con oltre 25 anni di strutturale esperienza di progettazione nei settori aerospaziale e delle comunicazioni e Ted Walter, il direttore della strategia e sviluppo per Architects & Engineers for 9/11 Truth, una organizzazione no-profit che rappresenta oggi oltre 2.500 architetti e ingegneri.

Nonostante che i dirottatori del 9/11 abbiano detto e provato che si trovavano in Arabia Saudita durante il crollo, gli Stati Uniti ordinano all’ Iran di risarcire le vittime con 10 miliardi di dollari.  http://thefreethoughtproject.com/911-hijackers-saudi-arabian-judge-orders-iran-pay-10b-victims/

Lo studio completo in Europhysics Magazine sfida direttamente la narrazione ufficiale e presta ad un crescente corpo di evidenze che mette in discussione seriamente la veridicità della narrazione governo.

Nel 2002, il National Institute of Standards and Technology ha osservato che il caso era eccezionalmente bizzarro. Non ci sono stati altri casi noti di crolli strutturali totali nel grattacieli causati da incendi, e quindi è profondamente insolito che avrebbe dovuto accaduto tre volte nello spazio di un giorno, nota NIST.

Le indagini ufficiali non sono mai state in grado di spiegare accuratamente e coerentemente, come questo possa essere accaduto e varie squadre con il compito di esaminare il crollo hanno sollevato domande difficili sulla veridicità della storia del governo .

 

Forse la cosa più schiacciante di tutte e che gli esperti hanno affermato, dopo una approfondita analisi forense di riprese video del crollo del palazzo, ha rivelato i segni di una implosione controllata. Inoltre, Jones è coautore di un certo numero di carte che documentano la prova di materiale nano-termico che ha reagito nella polvere del WTC.

Gli autori dello studio notano che gli edifici sono crollati con tale velocità e simmetria, che non c’era altra spiegazione possibile per l’improvviso crollo a velocità di caduta libera, e direttamente con studi che confutano che hanno tentato di sfatare l’idea che l’edificio cadde senza opporre resistenza. Nuova analisi forense dice : questi esperti rispettati e affermati devono andare avanti al crescente movimento di persone che chiedono una nuova e imparziale indagine sul crollo del World Trade Center.

Rivelando la portata e l’ampiezza di incredulità del pubblico nella narrazione ufficiale del governo che circonda gli eventi del 9/11, anche il candidato presidenziale Jill Stein ha recentemente chiesto una nuova inchiesta .

http://thefreethoughtproject.com/nsa-canceled-program-couldve-stopped-911-weeks-attacks-silenced-creator/

http://thefreethoughtproject.com/physics-study-911-controlled-demolition/

BENVENUTI IN AUSTRALIA

Il primo ministro Malcolm Turnbull, ha annunciato un piano che potrebbe rendere l’Australia il primo paese al mondo ad implementare un sistema a livello nazionale, di identificazione dei suoi viaggiatori aerei senza contatto fisico.

Il Dipartimento di immigrazione e la protezione dei confini, hanno cercato la tecnologia per abolire le carte dei passeggeri in arrivo, eliminando la necessità per la maggior parte dei passeggeri di mostrare i loro passaporti, eliminando di fatto le postazioni adibite al controllo degli stessi. I funzionari stanno cercando di utilizzare i database esistenti accoppiandoli con le scansioni dell’iride, il riconoscimento facciale e le scansioni delle impronte digitali come la fase finale di un progetto quinquennale denominato “senza soluzione di continuità” ed il suo completamento è previsto entro il 2020. A tutti gli effetti si sta andando verso un mondo in cui si diventa un dispositivo di scansione digitale in una matrice di attività on-line e del mondo reale.

Il responsabile della sicurezza dei confini dell’Australia, John Coyne, ha evidenziato la rapida accelerazione della tecnologia biometrica , così come l’accesso del governo per l’enorme potenza di elaborazione dei Big Data, che ha notato: “sta aumentando in modo esponenziale”. Inoltre, ha categoricamente affermato che tale accesso è globale.

L’innovazione è stata possibile a causa della massiccia quantità di dati dei passeggeri – tra cui informazioni sui biglietti, cronologia di viaggio e precedenti penali – di origine a livello globale e analizzato nella stanza sul retro , il dottor Coyne ha detto. [enfasi aggiunta]

Simile ad altre iniziative “intelligenti” per i viaggiatori, il primo appello è fatto per convenienza. Chiunque abbia familiarità con linee sempre più lunghe e invadenti controlli di sicurezza umani, potrebbe accogliere la visione del progetto per consentire ai viaggiatori di spostarsi letteralmente da un aeroporto all’altro, senza una sola interferenza. Mentre quello che potrebbe essere il messaggio da mettere in guardia il consumatore, Coyne rivela il vero cuore della missione.

Il Dr Coyne ha detto che è tutto basato su “permeabilità selettiva”, e utilizzando l’intelligenza per determinare in anticipo quali tipi di passeggeri rappresentano un rischio ed garantire a tutti gli altri di spostarsi in modo più efficiente.

“Tutto questo è circa il rischio”, ha detto. “Credo che in Australia stiamo facendo straordinariamente bene.” [Enfasi aggiunta]

Tenuto conto del fatto che la sicurezza biometrica è già stata utilizzata in zone di guerra come l’Afghanistan, per catalogare potenziali terroristi , questo dovrebbe essere la priorità, e non per facilitare la circolazione dei passeggeri. Inoltre, laddove questi sistemi hanno sono spuntati, sono stati registrati abusi.

Anche nella “Terra della Libertà,” la polizia locale è stata sorpresa utilizzando la biometria senza il consenso raccogliendo informazioni da banche dati ignote, evidenziando cosi’ la facilità con cui si prendono misure di sicurezza alle frontiere e possano arrivare ben oltre il loro intento dichiarato.

Come si è visto, il problema negli Stati Uniti è molto maggiore di quella in questione. L’ FBI è stato attivamente cercando di esentare da protezioni di segretezza, una massiccia  base nazionale di dati biometrici chiamata “Next Generation Identification System.(NGI)

E questo è solo ciò che sappiamo di … in un paese che ha le protezioni costituzionali per i suoi cittadini.

Poiché i sistemi biometrici sono diversi dalla sicurezza delle banche di viaggiare ed anche del vostro computer di casa , tutti inizieranno a collegarsi e comunicare interfacciandosi a livello globale, cosi’ facendo la possibilità di diffuse violazioni della privacy aumenterà in modo esponenziale.

Per ulteriori dettagli sul piano dell’ Australia per il trattamento biometrico per i viaggiatori aerei, si prega di vedere il video qui sotto.

Fonte : http://www.activistpost.com/2017/01/australia-biometrics-aiports.html

Primo prelievo in quota tramite drone – Raccolta fondi

COMITATO TANKER ENEMY

Tanker enemy organizza il primo prelievo in quota tramite drone semi-professionale. Il prelievo si avvarrà del “DJI Drone Phantom 4“, fornito di videocamera in alta risoluzione (12 MP/4K) e sistema di controllo GPS. A bordo del velivolo radiocomandato sarà montato un kit (realizzato ad-hoc) che aspirerà l’aria in quota e la depositerà su filtro apposito. Il filtro raccoglierà frammenti di pulviscolo in varie aree non antropizzate, ma note come corridoi di discesa impiegati dai velivoli civili in avvicinamento ad uno scalo aeroportuale. I campioni saranno analizzati ed i risultati saranno pubblicati su Tankerenemy.com. Lo scopo ultimo è quello di sensibilizzare la popolazione (e gli organi preposti alla salvaguardia dell’ambiente e della salute umana) in merito alla presenza di polveri in nanoparticolato di ricaduta, potenzialmente letali e di accertata provenienza aeronautica. Allo scopo di poter mettere in atto al più presto possibile il nostro prelievo, abbiamo bisogno di un contributo da parte di tutti voi che, anche con pochi euro, puntate ad iniziative forti per contrastare la guerra climatica in atto e per dimostrare la neurotossicità dei carburanti avio. Il Jet-A1, è, infatti, come dimostrato dai recenti studi della dottoressa Lohmann, la principale causa della ricaduta di elementi chimici neurotossici come l’alluminio, il bario, il manganese. Ok… diamoci da fare! Il link per finanziare la campagna è questo.

Grazie a tutti!

http://www.tankerenemy.it/2017/01/primo-prelievo-in-quota-tramite-drone.html#.WIH1aVPhCyI

 

Grave evento bio-ingegneristico in Australia

I servizi di emergenza australiani dichiarano lo stato di grave catastrofe, dopo un micidiale temporale che ha portato attacchi di asma a centinaia di persone. 

Due di esse sono morte.

Centinaia di persone in tutta la Victoria sono state vittime di crisi asmatiche e respiratorie, il caso è ritenuto un incidente di massa, subito dopo la “tempesta asmatica” termine coniato dalle autorità per giustificare il crimine, che si è scatenata durante una delle giornate più calde mai registrate, con un crollo della temperatura da +35° a 19°, per continuare a scendere durante l’ evento. Tutto naturale, niente da dire (Sic!) I centralini sono stati inondati da così tante chiamate dopo la tempesta che ha colpito Melbourne, che le ambulanze della Victoria sono rimaste prive di mezzi. Due persone a Melbourne, sono morte dopo un numero senza precedenti di persone colpite da gravi crisi respiratorie, in quello che ormai tutti ritengono il più grande incidente di massa portato da una tempesta. ( Capito? Da una tempesta. Sic! )

Jaxon Dowal non aveva mai avuto l'asma fino a quando le tempeste hanno colpito Melbourne il Lunedi sera.
Nella foto :”Jaxon Dowal non aveva mai avuto l’asma fino a quando le tempeste hanno colpito Melbourne il Lunedi sera.”

I morti includono un uomo di 20 anni, che è stato costretto ad aspettare almeno mezz’ora un’ambulanza dopo l’evento bizzarro ( criminale ) nella notte di lunedi’. I pronto soccorsi sono stati invasi da più di 1900 chiamate tra le 06:00 e le 23:00, più di sei volte il loro consueto carico di lavoro, dopo una  tempesta ha colpito Melbourne poco prima 6:00 , inducendo una “grande risposta al disastro” dai servizi di emergenza. Almeno 600 sono state le chiamate relative alle crisi respiratorie, la maggior parte delle quali provenienti dalla zona ovest di Melbourne.  “Abbiamo avuto essenzialmente il carico di lavoro di un giorno in cinque ore”, ha detto il direttore esecutivo delle operazioni d’emergenza Mick Stephenson.”

“Stavamo assistendo a gravi crisi d’asma in persone che non avevano mai avuto problemi di respirazione prima”.

Gli ospedali in tutta la Victoria sono rimasti privi di inalatori nasali, ed i servizi di emergenza si sono dati battaglia per rispondere alle richieste di aiuto in caso di pioggia e forti venti, che avrebbero portato finissimo polline, polvere e altre sostanze irritanti. ( Nano particolato neuro tossico avio disperso,e diciamolo va ) La domanda era così grande che non erano più disponibili ambulanze, e hanno dovuto chiamare agenti di polizia, vigili del fuoco, veicoli per pazienti non di emergenza e medici di campo addestrati per le calamità naturali ( Ah! ) per aiutare il trasporto di pazienti gravi in ospedale. Stephenson ha detto che ha anche lavorato per tutta la notte, per il trattamento dei pazienti.

Il ministro della Salute Jill Hennessy ha descritto l’evento come una “grande sfida” ( ma rendetevi conto! ) per le autorità, e ha detto che gli ospedali privati, tra cui il Cabrini di Malvern, erano stati aperti ai pazienti pubblici per contribuire a soddisfare la domanda.  “Ci sarà senza dubbio una revisione completa di ciò che è avvenuto ieri sera e quello che sono stati i risultati clinici”, ha detto. “Non c’è dubbio che ci saranno lezioni da imparare, ci sono sempre in questi casi. Ma ogni parte del nostro aumento di gestione delle emergenze, si è verificato in modo corretto.” Martedì mattina, i farmacisti hanno riportato che erano sommersi da richieste del Ventolin ( inalatori nasali ) ed alcuni ospedali erano ancora pieni di pazienti. ( vittime ) L’ ospedale dei bambini ha utilizzato la sua pagina di Facebook, per mettere in guardia i genitori circa le lunghe attese per la cura. Alle 8.30, l’ospedale aveva più di 60 pazienti in attesa di essere visitati. Si trattava più di 400 bambini nelle 24 ore precedenti, tra cui molti con attacchi d’ asma acuti. Un medico di Melbourne che non vuole essere nominato, ha detto che due pazienti sono deceduti durante l’evento.  “Tutto d’un tratto circa alle 18, ci fu una improvvisa ondata di persone con attacchi asmatici in condizioni critiche, che ha continuato fino a circa 1:00,” ha detto. Il medico, che ha lavorato per tutta la notte in un ospedale di Melbourne, ha detto che il personale ospedaliero era stato chiamato nuovamente alla massima disponibilità. Gli ospedali sono tutti al punto di collasso. Il medico ha detto ha sentito cinque o sei squadre che chiedevano le MICA (ambulanze mobili di terapia intensiva) ma senza fortuna però, non essendo disponibili.

Egli ha anche sentito dire che due pazienti nella periferia occidentale erano morti, tra cui un ragazzo di 20 anni. ( 20 anni ! )

“Ci sono stati molti pazienti che non erano in grado di accedere al supporto MICA come erano appena disponibili”, ha detto il dottore. Stephenson ha confermato che due persone, tra cui un ragazzo di 20 anni, sono morte in attesa di un’ambulanza. Ha detto che la polizia era stata chiamata per controllare lo stato di salute di circa 12 pazienti, che non potevano essere raggiunti quando il servizio di ambulanza li avrebbe richiamati.

Commuters get off a tram in wild weather in Melbourne on Monday.

Paul Holman ha detto che nei suoi 40 anni come paramedico, non aveva mai visto niente di simile.

Holman ha detto di pensare che la tempesta ha portato con sé un aumento delle sostanze ( quali sostanze? ) irritanti, che hanno portato alla grande ondata di pazienti che soffrono di problemi respiratori. Ha detto che la maggior parte dei pazienti era così grave che avevano bisogno di essere portati in ospedale (invece di essere trattati in loco), e ad un certo punto c’erano 190 persone in attesa per l’assistenza, tutte in gravi condizioni.”E’ stato quello che noi chiamiamo “Allarme rosso”. Mentre la qualità dell’aria di Melbourne da allora è migliorata, ci sono preoccupazioni circa la capacità degli ospedali di far fronte con l’aumento della domanda. Holman ha detto che la maggior parte degli ospedali a Melbourne e Geelong, erano stati costretti a richiamare il personale. “Ogni ospedale è praticamente completo,” ha detto. Resta attivo un codice marrone  rilasciato dal University Hospital Geelong, il che significa che i pazienti dimissionari che sono pronti a tornare a casa, aiuteranno a fare spazio alle persone in arrivo. Barwon Health, University Hospital Geelong, ha pubblicato una dichiarazione sulla sua pagina di Facebook invitando la gente a cercare un trattamento medico da un medico di famiglia, se la loro condizione non è pericolosa per la vita, a causa della forte domanda nel reparto di emergenza. Tim Lewis, proprietario di una farmacia al Southern Cross Amcal, ha detto che la farmacia è stata a corto di Ventolin martedì mattina, vendendo fino a 60 inalatori in poche ore. Una mattina di solito ne può vendere al massimo 10. Sono dovuto andare in altre farmacie per prendere una scatola di inalatori,” ha detto Lewis.

L’ultimo caso importante di “temporali asmatici” a Melbourne è stato nel 2011, ma non così grave come quest’ ultimo.

Il fenomeno si è pensato che si verifica quando la pioggia o il tempo umido provoca granuli di polline che assorbono l’umidità e collassando, rilasciano centinaia di piccole particelle che provocano una reazione allergica. ( ??? ) Mai sentita fesseria più grande!

Holman si è detto orgoglioso del lavoro del personale dell’ambulanza del Victoria e degli altri servizi, per la loro risposta innovativa al disastro. ( ??? )

http://www.stuff.co.nz/world/australia/86720605/emergency-services-declare-major-disaster-after-mass-thunderstorm-asthma-event

A questo punto, comprare maschere anti gas e bombole di ossigeno non sarebbe una cosa cosi’ azzardata, dal momento che questo grave evento può verificarsi ovunque nel Mondo.

Ringrazio l’ amica Mara Magi per la segnalazione.

 

 

Facebook, la fogna della disinformazione di Stato

Dopo l’ amico Rosario Marcianò, costretto  da due blocchi consecutivi di un mese l’ uno ad abbandonare suddetta piattaforma, oggi il social spioni per eccellenza, blocca di punto in bianco l’ account di Koenig mb e relativa pagina.

“Account disabilitato

Il tuo account è stato disabilitato. Se hai domande o dubbi al riguardo, puoi visitare la nostra pagina delle FAQ qui.
Riprova o annulla”
Leggete con quale arbitrio democratico lo hanno fatto :
“Perché il mio account è stato disabilitato?
Il tuo account è stato disabilitato poiché abbiamo determinato che non soddisfi i requisiti per usare Facebook. Per maggiori informazioni sulle nostre normative, leggi le Condizioni di Facebook. Se ritieni che il tuo account sia stato disabilitato per errore, contattaci.”
Vi “contatto” da qui, luridi zerbini, e vi dico:
Compratevi della buona corda e fatene buon uso.
Non ci fermerete mai.
Koenig

The Worlds First Holographic Smartphone with Eye Tracking Technology

See the Video here: https://goo.gl/U1yPlw

Sotto attacco!

=== Tanker Enemy ====✈

http://www.tankerenemy.com/2016/11/sotto-attacco-articolo-di-koenig.html